Maestranze

Le Maestranze (termine etimologico “moltitudine di mastri” ovvero “Maestri d’arti manuali”) fanno parte della processione fin dall’inizio (1612, primo atto notarile che ne testimonia l’esistenza), da quando la Confraternita di San Michele Arcangelo affidò alle singole categorie con degli atti di concessione la cura dei Gruppi Sacri in occasione del venerdì Santo di Trapani. Infatti le Maestranze avevano l’obbligo di partecipare alla Processione sotto la diretta partecipazione o supervisione del Senato grazie al quale, come afferma Burgio, la processione raggiunse “tale stato di bellezza e di convenienza che già si rende l’ammirazione degli esteri e il compiacimento dei paesani”. Attorno all’ ottocento non furono più le maestranze a portare in spalla il Gruppo come tradizione e devozione voleva, ma affidarono questo oneroso compito ai Massari ( portatori ).  A ciascuna di esse si concesse «in uso» un “mistere” mediante la stipula di atti notarili rogati fra il 1612 e il 1782, nel cui contenuto emergeva il diritto e dovere di condurre il proprio gruppo in processione, di abbellirlo a proprio “piacimento”, di intervenire loro stesse alla suddetta ecc., il che era veramente importante come dimostra il bando promulgato dal Senato di Trapani il 10 aprile 1727 riportato integralmente (il primo bando del senato trapanese risale al 1696):

«Bando e comandamento dell’illustrissimo Senato di questa invittissima e fedelissima città di Trapani, per il quale si ordina, provvede e comanda che ogni Mastro di qualsivoglia Maestranza e professione che ha Misteri, che l’11 del corrente mese di aprile, habbiano e debbiano ed ognuno di loro habbia e debbia, ad hore venti di detto giorno ritrovarsi nella venerabile chiesa di S. Michele ed ivi ogni uno intervenire per ai loro Misteri, quelli non lasciar per strada, per insino che detti Misteri ritornino nella chiesa sotto pena di onze due tanto quelli che lasciranno il loro Mistero per strada, da applicarsi una terza parte del venerabile e l’altre terze parti ad arbitrio dell’illustrissimo Senato e se qualche maestro fosse legittimamente impedito habbia e debbia manifestare a detto illustrissimo Senato riconosciuta la causa, si li dia la licenza in scriptis, alia facendosi il contrario siano incorsi nella medesima pena di onze due da applicarsi. Si comanda di più che tutti li deputati, delle suddette arti e professioni habbiano e debbiano e ognuno habbia e debbia fra le medesime pene portare nota distintamente a detto illustrissimo Senato di tutte quelle persone che non interverranno in detta processione, per potersi esigere da li detti contravventori le suddette onze due per ognuno di loro. Exparte illustrissimi»

Negli anni infatti furono proprio le Maestranze fin dai secoli XVII e XVIII a custodire e  preservare i gruppi Sacri. Alle stesse si deve l’arricchimento di ornamenti ( aureole, corone di spine, croci, pennacchi, lance, spade, corazze, bandoliere, elmi ed etc. )  in argento  e  oro allo scopo di adornare  le statue dei gruppi Sacri. Gli ornamenti argentei riportano  i nomi degli argentieri  ( marchiate con la  “bulla” di garanzia della città di Trapani – corona falce e lettere DUI (Drepanum Urbs Invictissima) e dei consoli che ne coprirono le spese di realizzazione. Gli argenti dei gruppi Sacri infatti testimoniano, le fasi di attività molto fiorente a Trapani in quei secoli.

Con la scomparsa delle Corporazioni artigiane i ceti (categorie, mestieri) succedettero alla cura. Le Maestranze ( cioè le Corporazioni di arti e mestieri ) sono state abolite nel 1821 dopo le insurrezioni in Sicilia, pertanto non esistono più  i Consolati  dopo la loro soppressione. La denominazione di “Console” degli appartenenti alla categoria che oggi costituiscono e rappresentano la “Maestranza”  all’interno della Processione permane.

Ogni gruppo Sacro è affidato ad un ceto ( categoria o maestranza ) che gestisce, mantiene ed amministra l’affidamento dello stesso per mezzo di uno statuto interno alla categoria ( oggi legalmente riconosciuta e costituita come  associazione ). La Maestranza di ogni singolo ceto si distingue in varie cariche  e figure:  Il Capo Console, il vice capo console,  i consoli tesoriere e segretario,  console Benemerito ” Onorario ” e collaboratori.

Capo Console  si riferisce ad una figura carismatica e di responsabilità della processione, a lui viene concesso l’atto di affidamento del gruppo Sacro, rappresenta la categoria in seno all’Unione Maestranze, venendo riconosciuto da atto notarile come unico responsabile. Unica postilla alla candidatura l’apparenza alla categoria ( può essere appartenente alla categoria, pensionato o essere di categoria non esercitante ).

Console è un termine appartenente all’antica etimologia, si riferisce a chi in seno ad un ceto di appartenenza ricopre incarichi di responsabilità e di organizzazione della processione, come la raccolta di fondi nel ceto di appartenenza, pulitura e vestizione del gruppo sacro, custodia, mantenimento e lucidatura degli argenti e tutto ciò che concerne la gestione del gruppo Sacro senza nessun scopo di lucro e con tanta passione e amore. Un Console all’interno dell’amministrazione del gruppo ricopre degli incarichi dettati dallo statuto interno di categoria, vice capo console, console tesoriere e console segretario queste figure infatti assieme al capo console costituiscono il direttivo del gruppo.

Consoli Benemeriti ( onorari ) le persone segnalate dal consiglio direttivo o su proposta dei soci previa accettazione del consiglio per essersi distinte e profuse per il bene comune.