Tra fede e storia , suoni e profumi e gusti della settimana santa a Trapani La storia non cancella la memoria anzi la nutre.

In questa città dove tutto passa e tutto si dimentica ,per oltre 400 anni si perpetua l’antica processione dei misteri orgoglio della città dei poveri e fiore all’occhiello delle maestranze e della aristocrazia, dove tutto il popolo durante il periodo pasquale si concentra davanti ad un piatto povero che è il simbolo della cristianità “la cena delle maestranze” che in altri ambienti viene definita la cena di magro . non sappiamo quando abbia avuto inizio , Il menù delle maestranze in una città di porto quando il pescato per durare molto tempo veniva conservato sotto quel sale che ora chiamiamo “fior “quello che alla luce del nostro tramonto diventa di colore rosso corallo.
Il corallo o per meglio definire la maestranza dei pescatori di corallo, i corallai  maestri intagliatori conosciuti in tutto il mondo presenti nei regali dei regnanti ed ora custoditi nelle raccolte dei privati e nei musei più prestigiosi.
Il menù delle maestranze “il cibo di tutti “ pochi ricchi e molti poveri attorno al desco diventano uguali, uniti nel rispetto della cristianità che impone il non mangiare la carne nel periodo quaresimale . tutti attorno a quelle pietanze che hanno lo stesso contenuto calorico e nutrimento sostituto della carne .
Nelle stradine del centro storico di Trapani i profumi si confondono con le emozioni ,musiche che intonano marce funebri strazianti, cadenzati a passo tipico dell’annacata delle “vare “ rappresentanti la morte e passione di cristo, visioni alterate dalle ombre riflettenti sui prospetti dei palazzi nobiliare “la forza del povero che contrasta la potenza del potente, passando tra le venule del centro storico accarezzano i volti delle maestranze solcati dalla fatica in atto di protezione devota verso chi s’inginocchia al loro passaggio.

IL MENU

  • Primo piatto uova  sode “bollitte”  immerse in un tegame di acqua fredda portarle ad ebollizione per 5 minuti e farle raffreddarle naturalmente per poi sgusciarle,condirle con una presa di sale marino sulla estremità dell’uovo è un boccone  semplice e nutriente .
  • Le patate bollite immerse con la buccia in acqua salata  portate in ebollizione in attesa di essere cotte ,lasciarle raffreddare successivamente sbucciarle e  condirle con molto sale q.b.
  • Le fave secche immerse preventivamente per una notte per farle idratare successivamente immergerle  in acqua portata ad ebollizione per poi condirle con olio sale e pepe .q.b.
  • Il pane cunsato rigorosamente pagnotta da chilo tagliata in orizzontale per poi condirla con pomodoro formaggio acciughe sotto sale e pepe q.b. ed una irrorata di olio
  • Il tutto innaffiato di un vino ambrato ad alta gradazione cira 16\18 gradi.

Questo è il menu delle maestranze  sostegno del devoto   che si appresta ad una processione lunga ventiquattrore simbolo di penitenza e devozione verso una  città la cui  cristianità è sostegno di una cultura radicata nel cuore  nei trapanesi.

Giovanni D’Aleo