VI gruppo " Gesù dinanzi ad Hannan " ceto Fruttivendoli

 

 

Gesù, dopo il suo arresto, è condotto dinanzi ad Hannan, suocero del Pontefice Caifa, che lo interroga sulla sua dottrina. Gesù gli risponde: “Io ho parlato al pubblico, perchè interroghi me? Interroga quelli che mi hanno udito”. Una delle guardie che gli stanno accanto lo schiaffeggia allora col guanto ferrato.

Per errore citato come ceto dei “curdiaturi” (agrimensori), il mistere di “Gesù Cristo innanzi ad Anna Pontefice” d’autore ignoto, venne concesso dalla Società del P.S. all’arte dei crudatori e dei conciaroti, notizia che rileviamo nel rogito di Francesco Incandela del 26 marzo 1684. Dismesso da quest’ultimi, il mistere si affidò ai venditori di fiori e di frutta con scrittura del notaio Adriano Maria Venza barone di Sant’Elia, del 31 agosto 1788. Si ricorda che già in passato la maestranza era affidataria del mistere “del Calvario” e della “spogliazione”. Sebbene unita nel 1646 alla Compagnia di San Michele Arcangelo, la Società del P.S. mantenne l’originario diritto di concessione mai decaduto e la prova si evince anche in quest’ultima concessione ai vendi frutti e fiori, con la quale si rigenerarono le primordiali clausole dei contratti rogati tra il 1619 e il 1621. Nell’apoca stilata da Domenico De Luca nel 1790 riguardo ad un elenco di spese annuali, si apprende la perizia del ceto che “il giorno del venerdì santo di ogni anno devotamente accompagna con lumi di cera quella bara con personaggi che volgarmente vien detta Mistero, il quale rappresenta il Nostro Signore Gesù Cristo presentato innanzi all’empio Pontefice Anna, siccome pure per avere in parte riformato ed in parte nuovamente costruito i personaggi di detto Misterio e fatti a lo stesso alcuni ornamenti d’argento”.  I fruttivendoli  provvidero anche al rifacimento degli ornamenti argentei, tra i quali, nel 1932, la corazza argentea del soldato Malco. Un atto notarile del 1790 ci conferma la ricostruzione del Gruppo ma non ci riporta l’autore che il Di Ferro attribuisce al Ciotta. Su questa attribuzione il di Ferro viene fortemente contestato dal Mondello. La figura del Cristo venne rifatta nei primi anni del ‘900 da Antonio Giuffrida. Il Gruppo, distrutto nei bombardamenti del 1943, venne ricostruito nel 1951 da Domenico Li Muli che riutilizzò parte della figura di Gesù. Nel 1990 è stata sostituita la settecentesca e preziosa aureola del Cristo con una nuova, a forma di cristallo di neve, e nel 1998 il Gruppo è stato sottoposto ad un restauro integrativo.