VIII gruppo "Gesù dinanzi ad Erode" ceto Pescivendoli

 

 

 

 

Condotto dinanzi ad Erode per ordine di Pilato, Gesù viene interrogato dal re, ma non gli da alcuna risposta. Mentre uno scriba (dottore della Legge) insiste NELL'ACCUSARLO, il redentore viene rivestito per ischerno di bianco e rimandato da Erode a Pilato.

Si ritiene che questo mistere sia stato concesso dalla Compagnia di San Michele Arcangelo al ceto dei molitori, con atto d’Adriano Venza barone di Sant’Elia del 13 settembre 1782. In vero, non s’è scoperto finora il contratto di concessione di questo mistere e leggiamo in quello del 1782 una notizia diversa e pertinente solamente al permesso dato ai molitori di costruire la propria cappella nella chiesa di S. Michele. Su questo mistere Giuseppe Maria Ferro ricorda l’abilità e la creatività dell’artista Baldassare Pisciotta nel rappresentare la scena con “Gesù Cristo in aria di serenità e di fermezza, capace ad annunziare la sua calma interiore”, improntando nel volto d’Erode “tutta l’impazienza di sua curiosità”. Il mistere è stato portato in processione dal ceto dei mugnai fino al 1954 per passare l’anno dopo al ceto dei pescivendoli.