I soldati di Pilato, tratto Gesù dentro al Pretorio, dopo averlo spogliato gli hanno gettato addosso un manto rosso; intrecciata quindi una corona di spine, gliela pongono sul capo e, messagli una canna nella mano, piegano il ginocchio dinanzi a lui, salutandolo per beffa “re dei Giudei”.

Il mistere si affidò all’arte dei fornai (pistori) l’otto marzo 1632, con contratto rogato da Mario Xagegi, citato dal collega Francesco Incandela nel 1643 e novanta anni dopo dal notaio Bartolomeo Maria Apì. Nel 1764, Antonio Nolfo rifece il mistere dopo aver presentato il modello in creta che “è stato comunemente applaudito” dai consoli fornai per la modica somma di 22 onze. L’artista dispose sulla vara “un personaggio che mette la corona al Gesù Cristo, il secondo che li mette la canna in mano, il terzo che fa alcune ingiurie al Cristo e il quarto Gesù Cristo seduto su di un cantone, della stessa grandezza del vecchio”. Anche questo Mistero è stato restaurato da Giuseppe Cafiero nel 1946. Si ricorda che un tempo, il gruppo era detto “l’ingiuria” per l’atto irriverente della mano a fica e di scherno rivolto dal giudeo a Gesù Cristo. L’artista trapanese “conveniva e fabbricava senza mai levar mano” sul mistere e su questo spunto, da noi reso pubblico nell'aprile 2005, “l’Associazione Coro Trapani mia” ha dato il titolo “Senza mai levar mano”ad un cd con brani musicali di propria produzione. Sono stati sostituiti i pennacchi variopinti dei due soldati con dei pennacchi argentei, il cuore d'argento del Cristo e il ramoscello d'ulivo da Lui tenuto al posto della canna messogli in mano dai soldati per schernire la sua presunta regalità.

Per maggiori approfondimenti sulla maestranza e gruppo visitare il sito ufficiale www.lacoronazionedispine.it