XIX gruppo Sacro " L'Urna " ceto Pastai

In un’ampia urna dalle pareti di vetro, cui sovrasta un globo sormontato dalla Croce, giace il corpo piegato ed ormai esanime di Gesù. Questo Mistero è uno dei meno notevoli per valore artistico, ma è oggetto di grande venerazione da parte delle folle dei fedeli che fanno ala al sacro corteo.

Nella scrittura di Saverio Cognati del 27 febbraio 1782 si apprende che “i fedeli di Cristo nel mattino di Venerdì Santo si trovano occupati nella celebrazione delle funzioni del sepolcro nelle rispettive chiese ufficiali” e altrettanto fece “i confrati della Venerabile Società, nella chiesa di S. Michele”. È certo che il rito della Settimana Santa terminava con la processione del Cristo risorto, attestata fin dal 1643 dal tesoriere del senato, che pagava al governatore della “Compagnia del Prezioso Sangue di Cristo due onze per la processione della Resurrezione di Cristo e comitiva di Patri Santi la mattina di Pasqua”. Su questo mistere e sulla concessione al ceto dei pastai si hanno frammentarie notizie. Anticamente era il clero stesso a portare sulle spalle il simulacro. I quattro frati, nel tradizionale sacco rosso e cappuccio bianco, conducevano la Sacra Urna e tutto il clero cittadino seguiva devotamente in processione. Fu intorno alla seconda metà dell'800 che, a causa delle ingenti spese necessarie, la Confraternita cedette alla categoria dei pastai il compito di organizzare la processione.
Secondo l' Avv.  Serraino il corpo di Cristo viene attribuito ad Antonio Nolfo. Poichè il Nolfo nacque a Trapani nel 1696 è l'autore della statua rifatta. Nei primi anni del '900 si sostituì l'urna con una nuova composizione in stile barocco, ricca di pregevoli intagliature lignee poste agli angoli dell'urna stessa.